Don Serafino Rondini
Il testamento macchiato di sangue di don Serafino Rondini.
Lapide in memoria delle vittime civili del passaggio del fronte a Pistrino.

Vittime civili del passaggio del fronte a Pistrino e a Fighille

Il passaggio del fronte ebbe conseguenze tragiche anche a Pistrino. Già il 15 luglio un colpo di artiglieria aveva ucciso il colono Sante Torrioli e il figlio Luigi, facendo scempio dei loro corpi (“il padre fu ricomposto in pezzi”). Durante la battaglia del 25 luglio, mentre il paese subiva un continuo bombardamento, la gente terrorizzata cercò rifugio nella cantine e nelle stalle, restando ammucchiata per tutta la giornata in un caldo soffocante. Avrebbe raccontato Guerrieri: “Le donne erano spaventate, ma poi figuratevi i bambini che erano presenti: chi piangeva, chi si stringeva al collo della mamma, chi gridava; io come uomo mi facevo coraggio, ma anch’io avevo una certa paura”.

Un proiettile centrò una stalla, uccidendo due pistrinesi, Giuseppe Romanelli ed Ernesto Ceri, e tre soldati tedeschi che vi avevano trovato riparo. Poi divenne bersaglio dell’artiglieria britannica la canonica, dove don Serafino Rondini aveva accolto le suore novizie sfollate da Città di Castello e alcune ragazze del paese. Quando l’edificio venne colpito, tutti si dettero alla fuga in preda al panico. Rondini e madre Matilde Beni furono falciati da raffiche di mitragliatrice mentre correvano verso il Tevere. La suora morì quasi subito. Il sacerdote venne portato in una casa dopo oltre un’ora, gravemente ferito. Un compaesano raccontò i suoi ultimi momenti: “Egli conosciuto l’approssimarsi della sua morte si fece tagliare dai pantaloni che in fondo di essi l’aveva legato il suo testamento, come pure si fece dare gli oggetti sacri per i morenti (che pure questi li aveva in tasca), espresse il desiderio si fossero per un momento allontanati e con la forza dei santi si raccomandò l’anima a Dio, si diede l’assoluzione, l’olio santo e con qualche respiro ingrossato cessò”. Era un quarto dopo la mezzanotte. Rondini aveva annotato nel suo diario qualche giorno prima: Ci troviamo in piena anarchia. Ognuno potrebbe fare a suo talento, qualunque sopruso. Resta soltanto la voce della campana e la sacra persona del Parroco”.

 

Vittime civili di Pistrino

Ceri Ernesto, di Giuseppe, nato a Città di Castello il 7 giugno 1904, residente a Pistrino, colono, coniugato con Rosa Dini, deceduto il 25 luglio 1944 a Pistrino per cannoneggiamento inglese.

Ravarelli Asterio, di Pietro, nato a Citerna il 17 luglio 1914, residente a Pistrino, coltivatore coadiuvante, coniugato con Agostina Ceppodomo, deceduto il 25 luglio 1944 a Pistrino “per cannoneggiamento inglese”.

Romanelli Giuseppe, di Luigi, nato ad Anghiari il 31 ottobre 1885, residente a Pistrino, bracciante agricolo, coniugato con Videlma Bambini, deceduto il 25 luglio 1944 durante la battaglia di Pistrino.

Rondini don Serafino, di Pasquale, nato a Montone il 30 gennaio 1901, residente a Pistrino, sacerdote, deceduto il 25 luglio 1944 durante la battaglia di Pistrino.

Savini Giovanni, di Clodomiro, nato a Citerna il 23 novembre 1925, residente a Santa Fista, colono, ucciso il 24 luglio 1944 a Pistrino da una scheggia di granata.

Torrioli Luigi, di Sante, nato a Citerna il 21 aprile 1934, residente a Selvelle, deceduto il 15 luglio 1944 a Pistrino per “ferite multiple e lacerate per cannoneggiamento e scoppi di pezzi di artiglieria”.

Torrioli Sante, di Giuseppe, nato a Monterchi il 1° gennaio 1908, residente a Selvelle, colono, coniugato con Elisa Giorni, deceduto il 15 luglio 1944 a Pistrino “per cannoneggiamento inglese”.

Nella battaglia di Citerna perse la vita anche Teresa Beni, suor Matilde, di Città di Castello.

 

Vittime civili del passaggio del fronte a Fighille

Cardelli Enrico, di Stefano, nato a Citerna il 27 gennaio 1885, residente a Fighille, colono, coniugato con Teresa Massi, deceduto il 26 luglio 1944 a Fighille per cannoneggiamento di carri armati britannici.

Pallini Natale, di GioBatta, nato ad Arezzo nel 1908, residente a Fondaccio, fittavolo, coniugato con Maria Presenti, deceduto il 26 luglio 1944 presso Fighille “per cannoneggiamento inglese”.

Ricciardi Marianna, di Mattio, nata a Citerna il 28 febbraio 1869, residente a Fighille, casalinga, coniugata con Luigi Cangi, deceduta il 26 luglio 1944 a Fighille “per cannoneggiamento inglese”.

 

Per il testo integrale, con le note e i riferimenti iconografici, si veda il mio volume Guerra e Resistenza nell’Alta Valle del Tevere 1943-1944, Petruzzi Editore, 2016.