Dall’Opera Balilla alla Gioventù del Littorio

Nell’ottobre del 1937 fu istituita la Gioventù Italiana del Littorio, “l’or­ganizzazione unitaria e totalitaria delle forze giovanili del regime”, fondendovi l’Opera Nazionale Balilla con i Fasci Giovanili di Combattimento. Nella sostanza il controllo dell’inquadramento dei giovani passò dallo stato al PNF. A livello locale, il comando della GIL venne assunto dal segretario politico del Fascio; i reparti femminili facevano capo alla segretaria del Fascio Femminile. Per i giovani l’iscrizione era obbligatoria, con un passaggio automatico da Figli o Figlie della Lupa (fino a 8 anni), a Balilla o Piccole Italiane (9-13 anni), ad Avanguardisti o Giovani Italiane (14-17 anni) fino a Giovani Fascisti o Fasciste (17-21 anni).

Il rito del passaggio al PNF delle formazioni dell’ONB fu compiuto a Città di Castello il pomeriggio del 20 novembre 1937 con una cerimonia in piazza Vitelli; quindi, “cantando inni patriottici”, i reparti della GIL si recarono a deporre una corona sul Sacrario dei Caduti Fascisti per la Rivoluzione. Con la GIL si accentuarono gli elementi rituali delle manifestazioni del regime, permeati di misticismo e di retorica imperiale.

Le adesioni alla GIL tifernate raggiunsero l’apice nel 1940, quando aggregava tra i maschi 130 Figli della Lupa, 760 Balilla, 500 Avanguardisti e 225 Giovani Fascisti; tra le femmine 137 Figlie della Lupa, 572 Piccole Italiane, 142 Giovani Italiane e 66 Giovani Fasciste. Il decremento registrato l’anno successivo prova che la GIL non riuscì a inquadrare tutta la gioventù. Eppure la disciplina si era irrigidita, con forti pressioni sui genitori e i datori di lavoro perché iscrivessero figli e dipendenti ed esplicite minacce di sanzioni disciplinari e di ritorsioni sul profitto scolastico nel caso di assenze ingiustificate.…

 

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