Cippo sul luogo dell’uccisione dei fratelli Romolini.
Scheda di stato civile di Riccardo Severi.
Gino Innocenti

Civili di Caprese Michelangelo vittime di esecuzioni sommarie e rappresaglie

Rappresaglia del 14 giugno 1944

Il 14 giugno 1944, in uno scontro a fuoco presso Chiusi della Verna, dei partigiani uccisero un tedesco. Tanto bastò perché i loro commilitoni scatenassero la loro rabbia contro la popolazione inerme di Chiusi – dove vennero ammazzate dieci persone – e quanti incontrarono per la strada provinciale che scende a Pieve Santo Stefano. Soldati di passaggio su un camion lungo l’arteria uccisero i fratelli di Fragaiolo Elmo e Quinto Romolini. Commerciavano in uova e legname e stavano scendendo a piedi di primo mattino a Pieve Santo Stefano per il mercato.

A poca distanza, lungo la stessa strada provinciale, furono colpiti a morte dai tedeschi altri due uomini del tutto ignari del pericolo che incombeva: il bracciante Domenico Bragagni e il boscaiolo e carrettiere Luigi Veri, entrambi di Pieve Santo Stefano. Entrambi lasciarono famiglie in povertà, sulle quali si sarebbero abbattute anche le sciagure del passaggio del fronte: la moglie e i tre figli di Veri ebbero distrutta la casa e rubato il bestiame dai tedeschi.

 

Le vittime

Romolini Elmo, di Francesco, nato a Caprese Michelangelo il 12 gennaio 1886, residente a Lama, commerciante di prodotti agricoli, coniugato con Palmira Brandi.

Romolini Quinto, di Francesco, nato a Caprese Michelangelo il 6 dicembre 1887, residente a Fragaiolo, commerciante di prodotti agricoli, coniugato con Florinda Brandi.

Bragagni Domenico, di Giuseppe, nato a Verghereto, di anni 54, residente a Pieve Santo Stefano, bracciante, coniugato con Elvira Gazzani.

Veri Luigi, di Agostino, nato il 23 aprile 1906 a Pieve Santo Stefano, dove risiedeva, boscaiolo forestale, coniugato con Antonia Venturi.

 

Altre vittime

Innocenti Benito, di Amedeo, nato a Caprese Michelangelo il 21 luglio 1923, residente a Zenzano, colono, celibe, assassinato il 30 luglio 1944 con colpi di arma da fuoco da un militare tedesco a Zenzano.

Pericchi Agide, di Pietro, nato a Pieve Santo Stefano il 6 aprile 1890, residente a Montalone, esercente, coniugato con Elena Martini, ucciso il 19 agosto 1944 da un tedesco a scopo di rapina a Gregnano (Caprese Michelangelo).

Severi Riccardo, di Fedele, nato a Caprese Michelangelo il 29 dicembre 1912, residente a Colle di San Polo, colono, coniugato con Caterina Fontana, morto il 19 agosto 1944 a Colle di San Polo per le ferite arrecatigli da soldati tedeschi il 17 agosto.

 

Vittima di militari alleati

Nespoli Gaetano, di Giuseppe, nato ad Anghiari il 21 settembre 1895, residente a Valialle, capo muratore, coniugato con Marianna Zanchi, ucciso a colpi di arma da fuoco il 25 agosto 1944 a Valialle presso Galbino (Anghiari) da soldati alleati.

 

Vittima di partigiani slavi

Fu la banda dello slavo Valentino a uccidere la guardia municipale di Caprese Gino (o Igino) Innocenti, probabilmente il 30 marzo 1944. I partigiani lo portarono con sé dopo aver disarmato il locale presidio della GNR. Innocenti non aveva avuto comportamenti ostili verso gli slavi e pare che all’origine della sua morte vi sia stato il risentimento di un compaesano. Igino Innocenti, nato il 3 ottobre 1886 a Caprese Michelangelo, era coniugato con Cleonice Boncompagni. La sua salma non è stata mai ritrovata.

 

Per il testo integrale, con le note e le fonti iconografiche, si veda il mio volume Guerra e Resistenza nell’Alta Valle del Tevere 1943-1944, Petruzzi Editore, 2016.