Via della Fraternita.
L'ospedale psichiatrico.
Via dei Randoli.
Via Campo dei Fiori.
Il "Serafini".
Salone d'ingresso del "Serafini", verso via delle Giulianelle.
Inondazione del Tevere in via Fucci.
L'ex-chiesa di San Filippo.
L' "orto della cera".
Via Cerboni e il Conventaccio.
Via Guelfucci.

Nel rione San Giacomo

Via della Fraternita, in direzione di via Sant’Andrea. Nella via operò a lungo, dal 1919, la Società Lavorazione Legnami e Segheria Elettrica, della pure “Falegnameria Agnellotti”.

La sezione tifernate dell’ospedale psichiatrico si situava all’interno del complesso ora detto “delle Grazie”. Fu chiusa nell’ambito del processo di riforma della psichiatria italiana che ebbe come momento fondamentale la Legge Basaglia del 1978.
Via dei Randoli e la parallela via del Paradiso, nel quartiere San Giacomo, avevano fama di vicoli tra i più poveri della città.
Via Campo dei Fiori costeggiava a occidente il muro di cinta del Collegio Serafini, poi Collegio della G.I.L.
Entrata del prestigioso Collegio Convitto Serafini in via delle Giulianelle. Restò in vita dalla fine dell”800, fino al 1942. Lo frequentarono allievi provenienti da ogni parte d’Italia.

 

Chiusa la breve storia del Collegio fascista della G.I.L., dopo il conflitto mondiale il complesso delle Giulianelle fu a lungo abitato da famiglie o sfollate per causa di guerra o in attesa di più idonea residenza. Poi divenne sede del liceo-ginnasio “Plinio il Giovane” e della Biblioteca Comunale, la quale occupa anche il vano dove prima si situava lo scalone di ingresso del “Serafini” (nella foto).

Via Fucci, in direzione di via XI Settembre, allagata nell’inondazione del novembre 1896. Sullo sfondo, il Palazzo Magherini Graziani.
La ex-chiesa di San Filippo alla fine degli anni ’50, quando era adibita a officina-garage della Compagnia Autolinee Tiberine. Sarebbe stata poi riutilizzata come palestra scolastica, dando maggior decoro all’area circostante. Fino al 1912, la ex-chiesa di San Filippo fu sede della Pinacoteca Comunale.
Tra via Cerboni e via Pompeo si situava il complesso detto “del Conventaccio”: un’area residenziale degradata che in epoca fascista fu destinata al risanamento, con l’intento di traslocare le famiglie che vi abitavano in case popolari costruite nella periferia. La demolizione iniziò nel 1942, ma poté essere conclusa solo dopo il conflitto.
Via Guelfucci da via Plinio il Giovane. Sulla sinistra, l’Albergo e Trattoria del Gallo: esisteva già nel 1877 e se ne ha notizia fino alla fine degli anni ’20 del ‘900.