“La critica politica”

Mentre si dedicava con tanta dedizione all’attività editoriale de “Il Solco”, Pierangeli avviò un nuovo stimolante sodalizio con Oliviero Zuccarini, uomo politico repubblicano che fondò il periodico “La critica politica”. Finalmente poteva confrontarsi con personalità di elevato spessore culturale e politico, e ben oltre un ambito provinciale, sui temi più attuali e complessi della trasformazione dello Stato, dello sviluppo economico e della giustizia sociale. Zuccarini trovò nell’intellettuale tifernate non solo un collaboratore costante e appassionato – che riversò nella rivista articoli ora firmati con il proprio nome, ora con gli pseudonimi Feuerbach e F. Arieli -, ma anche un pungolo ad “andare contro corrente, coraggiosamente”. La prospettiva era quella della costruzione di un’Italia federalista, della lotta contro il parassitismo burocratico e l’eccesso di spesa pubblica, della tutela dei ceti produttivi, soprattutto rurali, e del superamento di “tutte le vecchie ideologie democratiche” e del sistema elettorale a suffragio universale, il quale – scrisse Pierangeli a Zuccarini -,“tale e quale è oggi l’educazione politica delle masse elettorali, è una truffa: serve a tenere a galla la demagogia, che accarezza cioè i più bassi istinti della folla”.
 

Sunto, senza note, tratto da A. Tacchini, Giulio Pierangeli: l’uomo e il politico, in Giulio Pierangeli. Scritti politici e cronache di guerra, a cura di A. Lignani e A. Tacchini, Istituto di Storia Politica e Sociale Venanzio Gabriotti, Petruzzi Editore, 2003