Atlante della Memoria

Alta Valle del Tevere 1943-1944

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Tra i giovani: fascismo, antifascismo e democrazia (2018)

Il fascismo

La conoscenza del fascismo
Più del 60% dei giovani si ritiene “molto” o “abbastanza” informato sulla storia del fascismo; una percentuale che cresce fino al 74% tra chi ha oltre 18 anni di età (quindi allievi che stavano frequentando il quinto anno di corso, quando si studiano i grandi eventi del ‘900). Da sottolineare un dato: la percentuale di maschi “molto” o “abbastanza” informati (67%) è ben superiore a quella delle femmine (50,2%). Solo il 3% dichiara di non essere per niente informato sulla storia del fascismo.
Il regime fascista di Mussolini: una dittatura da condannare?
Si è chiesto ai giovani quanto siano d’accordo con l’affermazione: “Il regime fascista di Benito Mussolini è da condannare completamente, perché è stato una dittatura e ha trascinato l’Italia in guerra”. Si dicono “molto” o “abbastanza d’accordo” – esprimendo quindi una chiara condanna del regime fascista – il 51,5% dei giovani. La fascia di età che esprime maggiormente tale condanna è quella tra i 16 e i 17 anni, con una percentuale del 57%.Considerevole però la percentuale di chi è “poco” o “per nulla” d’accordo a condannarlo; raggiunge il 40,4% e cresce con l’avanzare dell’età: 36% tra chi ha 16-17 anni, 40% tra chi ha 17-18 anni, 43% tra chi ha più di 18 anni.  Significativo il fatto che la condanna sia più pronunciata tra le femmine (59%), mentre tra i maschi (47%) prevalga solo di un punto percentuale sull’opinione che il fascismo sia “poco” o “per nulla” da condannare.
Fascismo: aveva aspetti positivi?
Una seconda affermazione esprime una maggiore benevolenza verso il fascismo: “Il regime fascista di Mussolini è stato una dittatura da condannare solo in parte, perché ha portato anche benefici al Paese”. Ebbene, prevale nettamente l’idea che il fascismo abbia portato anche benefici, opinione condivisa “molto” o “abbastanza” dal 58,1% dei giovani. Molto marcata la differenza di genere: la pensano così il 65% dei ragazzi e il 48% delle ragazze. In questo quesito, la radicale condanna del regime fascista (cioè “poco” o “per nulla”d’accordo ad ammettere che abbia portato qualche beneficio) è espressa dal 33,6%; media che ancora nasconde una marcata differenza per sesso: la piena condanna del fascismo è condivisa dal  41% delle femmine e solo dal  28% dei maschi. Se si considerano le classi di età, tale opinione si attesta intorno al 60% fino ai 18 anni, per calare al 51% tra coloro che hanno più di 18 anni.
Si è cercato poi di misurare il giudizio pienamente positivo sul  regime fascista di Mussolini: “è stato una forma di governo positiva, che ha mantenuto l’ordine e portato benessere”.  “Molto” o “abbastanza” concordi con tale affermazione sono quasi il 24% dei giovani (il 30% dei maschi e solo il 15% delle femmine). Si tratta di un giudizio che trova maggiore consenso con l’avanzare dell’età: lo condividono il 21% dei giovani fino a 17 anni, il 23% di quelli tra 17 e 18 anni, il 29% tra chi ha più di 18 anni.
Sono invece “poco” o “per nulla”d’accordo il 61% dei maschi e il 76% delle femmine: giudizio negativo del fascismo che, globalmente, raggiunge il maggior consenso (67%) tra i giovani fino a 17 anni.
Il segno lasciato da fascismo e Mussolini
Quando si chiede quale segno abbiano lasciato sulla storia italiana fascismo e da Mussolini, il 45,6% dei giovani danno un giudizio “negativo” o “molto negativo” sull’eredità lasciata dal fascismo, il 42,9% sul quella lasciata da Mussolini.  A esprimere più nettamente la condanna del fascismo sono ancora le ragazze (50%) rispetto ai ragazzi (43%)); è invece analoga la percentuale dei maschi e delle femmine che esprimono opinione negativa dell’operato di Mussolini.
Sul fronte opposto, la valutazione “positiva” e “molto positiva” del fascismo è data dal 15% dei maschi e dal 9% delle femmine; giudizio positivo che, riferito a Mussolini, sale al 22% tra i ragazzi e al 12% tra le ragazze.
Assai estesa l’“area grigia” dei giovani che nei due quesiti o non si sbilanciano (limitandosi a un giudizio di “né positivo né negativo”)  o rispondono con un “non saprei”: complessivamente sono tra il 40% e  il 42%. Riguardo a Mussolini, sono soprattutto le femmine a non esprimere un giudizio netto (il 45% di esse rispetto al 35% dei maschi).